Il tango fa la sua comparsa nei sobborghi di Buenos Aires intorno al 1880 in un preciso contesto geografico, ovvero lo spazio compreso fra le due città che fiancheggiano l’estuario del Rio de la Plata: Buenos Aires (capitale dell’Argentina) e Montevideo (capitale dell’Uruguay). Nasce come ballo introverso, ballato tra uomini soli, poi danzato nei bassifondi di Buenos Aires “a dieci centesimi il giro compresa la dama” (Borges); infine guadagna i salotti europei dei primi del Novecento, in forme più eleganti e stilizzate.
Parlarsi con un abbraccio
Il tango rappresenta una vera rivoluzione nel ballo di coppia. Non è di apprendimento immediato, e per ballarlo non basta salire in pista e seguire il ritmo, ne è sufficiente accompagnarsi a un partner che già lo conosce e “farsi portare”. Si tratta di un vero e proprio esercizio di concentrazione. Il tango è un ballo totalmente libero, privo di coreografie predefinite e del tutto privo di schemi ripetitivi. Il tango è un linguaggio con cui esprimersi. Le melodie del tango sono così ricche di differenti coloriture musicali, gli stili interpretativi e gli impasti strumentali così diversi, la poetica dei testi così mutevole, che passare da un brano all’altro significa entrare in una condizione emozionale nuova, che ispira un portamento e uno stile che non sono mai gli stessi.
Calendario lezioni Tango argentino
| PRINCIPIANTI | INTERMEDIO | AVANZATO | MILONGA | |
|---|---|---|---|---|
| Lunedì | 20:00-21:00 | 21:00 - 22:00 | ||
| Martedì | 20:00 - 21:00 | 21.00 - 22.00 |
Insegnante
Maria Liberti



